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Dott.ssa Sonia Pizzoleo Psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare Reggio Calabria, Siderno e Vibo Valentia

Mediazione Familiare Sistemica Reggio Calabria, Siderno e Vibo Valentia

Mediazione Familiare Sistemica

La Mediazione Familiare si configura come l’intervento di un professionista "neutrale" nel conflitto che si accompagna al processo di separazione e divorzio.

Essa offre ai coniugi un contesto strutturato atto a favorire le potenzialità evolutive della crisi e del conflitto, anche in funzione dello sviluppo e della maturazione dei figli.

Differisce da un intervento psicoterapeutico in quanto si propone di affrontare gli eventuali problemi concreti che sorgono intorno alla divisione dei beni, all'affidamento dei minori ed alla loro educazione, alla determinazione delle contribuzioni a favore del coniuge e della prole, all'assegnazione della casa coniugale, agli accordi sui periodi di visita ai figli per il genitore non affidatario.

L’obiettivo del lavoro del mediatore consiste nell' aiutare i coniugi a rimuovere le loro difficoltà comunicazionali durante la trattativa, a dilatare la gamma delle opzioni da vagliare, a tener conto delle specifiche necessità psico-emotive del partner e dei figli, a proporre uno schema orientativo di soluzione delle controversie. Il modello sistemico, prendendo in considerazione non soltanto la coppia, ma l'intero sistema familiare coinvolto, ha il vantaggio di aiutare tutto il gruppo familiare a cogliere le opportunità di evoluzione per il conflitto. L’approccio relazionale-sistemico valorizza quindi la relazione nella misura in cui l’individuo viene colto entro la struttura dei rapporti che ha con altri individui nei vari contesti di appartenenza. La famiglia più che la coppia ha costituito il punto di riferimento privilegiato nella mediazione dei conflitti. Il punto di vista sistemico ripropone la famiglia nella sua storia intergenerazionale e nel suo ciclo di vita. I figli come la generazione dei nonni sono parte essenziale di questa storia e pertanto non possono e non devono essere esclusi dalla ricostruzione della stessa.

I figli in particolare mantengono inoltre la principale fonte di attenzione quando sono coinvolti entro le dinamiche distruttive del conflitto. Non necessariamente vanno coinvolti direttamente nel processo di mediazione familiare, ma possono diventare se necessario risorse fondamentali.

Non vanno strumentalizzati ma ad essi va attribuita competenza quando la debbono avere, a loro non va proposta una delega dove i genitori e gli adulti debbono assumersi la responsabilità che loro compete.

La mediazione è un processo interattivo, in primo luogo in quanto la separazione, nei suoi vari stadi, implica una rielaborazione a livello interno ed esterno, cioè sul piano affettivo ed emotivo, delle relazioni di attaccamento e delle relazioni affettive familiari con una riorganizzazione di ruoli e funzioni.

La separazione si può definire compiuta, in senso evolutivo quando vengono “risolti” i nodi relazionali legati ai ruoli coniugali che hanno portato alla dissoluzione del matrimonio. Rimangono, anche se trasformati, i ruoli genitoriali; ovvero si rimane genitori.

In secondo luogo è interattivo in quanto prevede nel tempo un coinvolgimento delle parti interagenti.

Il sistema familiare, almeno nella sua dimensione trigenerazionale, (genitori, figli, genitori dei genitori cioè nonni) e di altri sistemi che si attivano in tale processo, quali il contesto amicale, sociale e legale oltre che psicologico-mediatorio. Cioè si forma una rete interattiva spesso molto complessa, che va considerata e compresa nelle sue peculiarità relazionali (cioè come e quando interagiscono le componenti di tale rete). In tal senso amplia il campo di osservazione a tutti i sistemi coinvolti nella dinamica del conflitto.

Il processo è finalizzato a raggiungere accordi nelle situazioni di conflitto, che si verificano nella fase o meglio nelle fasi di separazione coniugale. Considera la consapevolezza dell’inevitabilità del conflitto nelle relazioni umane e valorizza gli aspetti costruttivi ed evolutivi dello stesso.

Tale processo delinea un percorso di aiuto alla famiglia prima, durante e dopo la separazione.

In questo percorso la mediazione deve circoscrivere l’intervento al raggiungimento degli accordi, rispettando la complessità degli eventi storici e relazionali della famiglia.

Ha come obiettivo quello di offrire agli ex coniugi un contesto strutturato e protetto, in autonomia dall’ambiente giudiziario, dove poter raggiungere accordi concreti e duraturi su decisioni che riguardano la loro relazione genitoriale e quella con i loro figli (come l’affidamento e l’educazione dei minori).

La mediazione familiare adotta quindi, coerentemente a una impostazione di tipo sistemico relazionale, un approccio interdisciplinare che sollecita il dialogo e la sinergia operativa tra figure professionali di ambito diverso, psicologico giuridico e sociale. Prevede infine un intervento con entrambi i partner e con i loro figli (quando si ritiene necessario).

In sintesi l’intervento di mediazione familiare considera:

  • l’attenzione alla comunicazione tra le parti interagenti;
  • l’accoglimento delle emozioni e della sofferenza;
  • l’attivazione di tutte le risorse familiari con rifiuto delle deleghe;
  • la connessione tra l’adattamento della famiglia alla separazione e la fase del ciclo vitale in cui si trova;
  • l’ampliamento del campo di osservazione alla rete relazionale passata, presente e futura;
  • la presenza dei figli che diviene più efficace quando essi esprimono desideri e paure che possono negoziare con i genitori.
  • la rivisitazione del conflitto

Dott.ssa Pizzoleo - Psicologa e Psicoterapeuta Reggio Calabria

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Ultima modifica: 31/01/2017

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